Gelato di Qualità, accolta l’istanza di ‘’Sa di latte’’

29 aprile 2011

Il Ministero della salute, Dipartimento per la sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli alimenti, su parere conforme delle Regioni, in primis della Regione Emilia Romagna a cui era diretta la nostra istanza; ha accolto favorevolmente la richiesta della nostra associazione di potere rifornire di latte crudo le gelaterie.

Già a partire dalla corrente stagione le imprese che producono gelato possono rifornirsi direttamente dalle Aziende agricole che abbiano i requisiti di sicurezza e di Igiene per vendere direttamente il loro latte.

Il Ministero per garantire che i consumatori possano disporre in tutta sicurezza di gelato prodotto con latte a brevissima vita commerciale e quindi sicuramente integro in tutte le sue componenti ha disposto che le Imprese di produzione:

  • lo sottopongano, prima della lavorazione ad un trattamento termico (alta/bassa pastorizzazione)
  • riforniscano direttamente il consumatore finale e/o dettaglianti locali …………

Siamo certi che i consumatori sapranno apprezzare il gelato prodotto da latte crudo, pastorizzato e immediatamente utilizzato.

 

Fonte: Ministero della Salute Ufficio III, DGSAN 0024443-P-02.08.2010

 

09 aprile 2011 Produttori di latte a scuola di Sicurezza Alimentare

18 aprile 2011

Il 09 aprile 2011 vede impegnati i produttori di latte che esercitano la vendita diretta dei loro prodotti in un corso di aggiornamento su tematiche di loro specifico interesse.

Fin qui la notizia può sembrare di scarso spessore, e invece non è così, poiché grazie alla virtuosa iniziativa dei Medici Veterinari Responsabili di settore, all’Università degli studi di Bologna ed al Presidente della associazione Bolognese di produttori di latte ‘’Sa di Latte’’, si è realizzata una sinergia di intenti che ha contribuito alla realizzazione del programma allegato.

Riteniamo che l’iniziativa oltre che rendere merito alla lodevole apertura del pubblico costituirà una preziosa occasione di confronto fra produttori di latte della provincia e Organi di controllo nel rispetto dei rispettivi ruoli, a tutto vantaggio della Qualità e della Sicurezza alimentare e quindi della intera società.

Etichette trasparenti per legge, mancano i decreti attuativi!

9 marzo 2011

Etichette trasparenti per legge, ma… ancora mancano i decreti attuativi!

La nuova normativa italiana impone di indicare l’origine dei prodotti. Un’arma in più contro i sofisticatori. Ma l’europa potrebbe bloccare tutto anzichè usare questa normativa più avanzata come modello anche per gli altri paesi….

nel nostro paese più della metà di concentrato di pomodoro spacciato come San Marzano, viene dalla Cina. Non a caso l’elenco delle requisizioni dell’Agenzia delle dogane, è infarcito di sequestri di pelati contraffatti, per lo più in provincia di Napoli.

Altro grande business delle contraffazioni alimentari è rappresentato dall’olioextravergine d’oliva, come quello sequestrato la vigilia di Natale a Salerno che risultavaessere in realtà Olio di oliva lampante (il cui nome deriva dal fatto che era quello una volta usato per le lampade e che può essere venduto come alimentare solo dopo rettifiche).

Ma c’è anche il latte ungherese spacciato per italiano al cento per cento. Carni conormoni, prodotti di qualità completamente falsificati che non risparmiano nemmeno i nostri più blasonati simboli dell’italica cucina, tra cui il vino e i formaggi.

Nonostante la crisi, l’import-export del cibo taroccato tira alla grande in nome del facile guadagno, spesso all’ombra delle organizzazioni malavitose che hanno individuato nella contraffazione degli alimenti un settore redditizio per i loro affari illegali, al punto che anche tra le cartedi WikiLeaks sono stati trovati dispacci assai allarmati del console americano di Napoli preoccupato delle mele cariche di pesticidi provenienti dalla Moldova, dei panifici gestiti dalla camorra dove si impasterebbe il pane con sostanze tossiche e di alcune fabbriche del casertano che producono mozzarelle di bufala con latte boliviano. Insomma non siamo messi benissimo: frodi, truffe, scadenze non rispettate, alimenti in cattivo stato di conservazione, carenze igieni costrutturali e, sempre più spesso, irregolarità sulle etichette degli alimenti imperversano intorno a noi e attentano alla nostra salute.

Fronte del cibo

Da una parte l’industria delle frodi e delle sofisticazioni alimentari e dall’altra Nas, Dogane, Ministero della salute, Capitanerie di porto e perfino Guardia forestale.

Soltanto i Nas hanno effettuato quasi 35.000 controlli nel 2009 (i dati del 2010 non sono ancora disponibili) con più di 23.000 infrazioni rilevate. Sul fronte del cibo si combatte una guerra senza quartiere. Le leggi non mancano e sono anche buone. Si partedalla famosa 283 del 1962 e si finisce con la recente legge sull’etichetta d’origine approvata all’unanimità dalla Commissione agricoltura della Camera il 19 gennaio scorso sulla quale pende però il giudizio dell’Europa che, si teme, potrebbe sanzionarla in nome della libera concorrenza.

Purtroppo in Europa ci sono i lobbisti delle potenti multinazionali pronti a ostacolare il cammino di tutti quei provvedimenti che potrebbero danneggiarle, ma ci sono anche paesiche non puntano sulla tipicità del prodotto.

Frodi barbare

Indubbiamente questa legge va più a vantaggio dei nostri produttori i quali potrebbero essere preferiti ad altri paesi, soprattutto quelli del Nord Europa, grazie all’etichettatura d’origine. Ma forse non è una buona ragione per dire che questa legge ostacola la libera circolazione delle merci, mettendo in secondo piano, se non addirittura rimuovendo, il problema della trasparenza e del diritto dei consumatori a sapere esattamente da doveviene tutto quello che mangiamo.

«Prendiamo il caso dei polli alla diossina provenienti dalla Germania – prosegue Silvia Biasotto –; se tutti i cittadini europei avessero saputo da dove arrivava quella carnesi sarebbero limitati a non acquistarla. Invece un intero settore è stato messo in ginocchioperché la gente non si fidava e non comprava più polli, neanche quelli sani allevati inItalia, solo che nessuno lo sapeva».

Lo spirito della legge

«Abbiamo sempre sostenuto che l’informazione sui prodotti è quasi un diritto naturale deicittadini perché io voglio sapere da dove proviene la materia prima, voglio sapere tutto diquello che mangio – aggiunge Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori –.Intendiamoci, voglio sapere tutto anche delle scarpe che indosso, però qui siamo nelcampo della salute e io pretendo di conoscere esattamente la filiera del cibo che mangio,quindi bene questa legge. La questione che ci preoccupa di più – prosegue Trefiletti – è che l’Europa possa aprire un procedimento di infrazione se giudica che questa nostranuova legge sulle etichettature dei prodotti introduce una turbativa al libero mercato. Noi,al contrario, ci auguriamo che le istituzioni comunitarie convincano anche gli altri paesiche è un diritto di tutti i cittadini dell’Unione sapere da dove arrivano i prodotti che mangiamo».

L’esito del confronto che sicuramente si aprirà non è scontato. La speranza e che, siccome l’Italia ha una delle migliori legislazioni in materia di sicurezza alimentare, l’Europa spinga gli altri Paesi ad adeguarsi ai nostri avanzatissimi standard di legge, una delle poche cose di cui possiamo vantarci nel mondo.

«Dunque sarebbe sbagliato cercare una mediazione al ribasso, sono gli altri che devono tenersi al passo con noi – avverte Trefiletti –. Il punto è che anche gli altri paesi devono avere l’etichettatura d’origine, quindi la battaglia va estesa, bisogna che la comunità europea si ispiri alle leggi più avanzate».

In attesa del giudizio dell’Europa, dunque, si va avanti. Entro sessanta giorni il governo dovrà approvare i decreti attuativi. I primi ad essere approvati riguarderanno molto probabilmente le carni suine e avicunicole (per i bovini siamo già aposto dai tempi della Bse) e la filiera lattiero casearia. Non si tratta è ovvio di provvedimenti banali, per questo sono previsti dei tavoli interministeriali ai quali però sono iscritti solo i produttori e non anche le associazioni dei consumatori.

Fonte:

Consumatori, pag. 6

N. 2 – Marzo 2011

Sadilatte al Sana

7 settembre 2010

Lo stand di Sadilatte sarà presente al ventiduesimo salone internazionale del naturale, il SANA, nei giorni 9, 10, 11, 12 settembre, presso il padiglione 19 all’interno dello spazio della Camera di Commercio di Bologna.

Come alla Festa dell’Unità allo stand di Sadilatte - il gruppo produttori Latte Crudo di Bologna - sarà possibile reperire informazioni e materiale sul latte crudo.

Il latte crudo proveniente direttamente dalle stalle dei produttori di Sadilatte si potrà anche acquistare insieme ad altri prodotti tipici di aziende agricole bolognesi. Leggi il resto di questo articolo »

Sadilatte: Festa dell’Unità

25 agosto 2010

Sadilatte, il gruppo produttori Latte Crudo di Bologna, sarà presente con il proprio stand alla Festa dell’Unità 2010 al Parco Nord di Bologna.

Allo stand verranno forniti opuscoli informativi e tutte le informazioni relative alla produzione, organizzazione e vendita del latte crudo. Sarà inoltre possibile assaggiare e comprare il latte crudo insieme a svariati prodotti tipici selezionati nelle aziende agricole bolognesi, a km 0. Leggi il resto di questo articolo »

Latte crudo: rischio biologico?

21 agosto 2010

Tutti gli alimenti destinati alla nutrizione umana, compreso il latte e i prodotti derivati, possono contenere microrganismi patogeni responsabili delle tossinfezioni.

Il latte crudo, secreto in cellule specializzate ubicate nella ghiandola mammaria dei mammiferi, è virtualmente sterile quando è secreto dagli alveoli alla cisterna in un animale sano, ma già a livello di cisterna del capezzolo subisce un inquinamento microbico, seppur contenuto. La contaminazione accresce notevolmente nei passaggi successivi, causata dalla presenza di microrganismi nel canale del capezzolo e sulla cute dello sfintere fino a raggiungere valori di conta batterica difficilmente al di sopra di 100 UFC/ml (Murphy e Boor, 2007). Leggi il resto di questo articolo »

Latte crudo: normativa nazionale

26 luglio 2010

Prima del 1997 la normativa nazionale considerava idoneo al consumo umano il latte che ha subito “almeno un trattamento termico ammesso o un trattamento di effetto equivalente autorizzato”.

Panico da latte crudo. Dal 1997 (DPR 54/97) la normativa italiana consente timidamente la vendita diretta del latte crudo (cioè non sottoposto ad alcun trattamento termico).

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Latte crudo e tracciabilità

13 luglio 2010

La differenza fra latte crudo e latte pastorizzato ha sopratutto a che fare con la tracciabilità.

Ovvero, i produttori del latte crudo non sono generalmente gli stessi che pastorizzano il latte e viceversa.

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Quote latte e mozzarella blu

8 luglio 2010

Eppure la mozzarella è blu.

Il 28 giugno 2010 il gigante tedesco della produzione lattiero-casearia Milch Werk Jager, fornitore dei supermarket di mezza Europa deve interrompere l’attività finché non riuscirà a garantire le giuste condizioni sanitarie per tornare a una produzione normale. Lo stop sulle vendite di mozzarella fatta con cagliata Milch Werk Jager è stato imposto dall’Unione europea, sollecitata dal ministro della Salute italiano, Ferruccio Fazio, dopo la scoperta dei carabinieri del Nas di Torino, che hanno sequestrato 70 mila mozzarelle – che una volta aperta la confezione si coloravano di blu – presso una importante piattaforma della grande distribuzione. Leggi il resto di questo articolo »

Latte crudo e vacche magre

28 giugno 2010

Parlando di latte, inaccettabile è che per potersi comprare un caffè al bar un agricoltore debba vendere quattro litri di latte”.

Queste le parole del neo ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, ex governatore del veneto, subentrato a Luca Zaia che ha preso il suo posto come governatore. Destini incrociati. Eppure sembra che Galan voglia portare una nuova carica di ottimismo nell’animo dei piccoli agricoltori. Leggi il resto di questo articolo »